lunedì 12 aprile 2010
Scontri ultras a Genova, l’analisi della Silipigni
Genova –“Per poter ridurre la frequenza e la violenza di questi fenomeni ci vorrebbe un’attenzione maggiore nella fase di prevenzione”. E’ questo il commento della responsabile per Genova dell’Italia dei Diritti, Antonella Silipigni, alla notizia degli scontri tra ultras del Genoa e della Sampdoria accaduti prima del derby della Lanterna, ieri sera. Scontri che hanno causato il ferimento di quattro agenti delle forze dell’ordine presenti all’esterno dello stadio Luigi Ferraris per il servizio d’ordine. “Naturalmente anche il fatto che l’educazione allo sport è ben lontana dai parametri europei influisce sul fatto che tali episodi di violenza delinquenziale sono all’ordine del giorno quando ci sono partite di campionato o di coppa. Gli scontri tra gli ultras di opposte squadre di calcio - continua poi la Silipigni – sono interpretabili anche come sintomi di una società che vuole urlare la sua rabbia. Ma bisogna arginarli assolutamente”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: ”Spero che la situazione negli stadi italiani migliori il prima possibile e che tali incidenti siano sempre meno frequenti e sempre meno violenti. Il modello inglese dovrebbe essere preso come punto di riferimento per il percorso da intraprendere verso la pacificazione delle tifoserie. Il calcio non deve essere più un pretesto per sfogare istinti repressi e insoddisfazioni”.
venerdì 12 febbraio 2010
Presidio a Genova contro le leggi ad personam, l’appoggio della Silipigni

La responsabile per Genova dell’Italia dei Diritti: “Il Governo è sordo alle richieste di aiuto dei magistrati“
Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, interventi come quello per il cosiddetto “processo breve” non vanno affatto nella direzione di migliorare il sistema giudiziario italiano, ma “occorrono riforme vere e serie per una giustizia nuova, moderna, efficace ed efficiente. Servono investimenti per il processo di digitalizzazione, mai veramente partito, e per sopperire alla cronica mancanza di personale nei tribunali. Solo così – conclude
martedì 2 febbraio 2010
Mercato pesce di Genova a rischio chiusura, la Silipigni commenta
La responsabile cittadina dell’Italia dei Diritti: “È valido e ragionevole rispettare la normativa Ue in materia igienico-sanitaria”.
La struttura considerata, che risale agli anni Trenta, appare oggi come un edificio fatiscente, perché carente rispetto alle norme igienico-sanitarie. Entro il mese di aprile ci si aspetta l’intervento del Food and Veterinary Office (FVO), l’ufficio che garantisce il rispetto della normativa Ue in materia di sicurezza e qualità degli alimenti nei Paesi membri. Il 30 marzo prossimo è il giorno di scadenza per una soluzione da parte del Comune nel trasferire l’edificio altrove, in un luogo più adeguato. Nel caso in cui ciò non dovesse accadere si teme, appunto, una sua chiusura.
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro conclude: “La classe politica attuale deve attivarsi prima che siano i cittadini a pagarne le spese e deve assumersi le proprie responsabilità, in quanto in questo modo mostra di non essere preparata”.
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mercoledì 13 gennaio 2010
A Genova caffè a 1,10 euro, lo sdegno della Silipigni

La responsabile locale dell’Italia dei Diritti: “Le colpe sono tutte di un governo miope”
Genova – Dopo gli aumenti scattati a gennaio nei listini dei bar associati alla Fiepet-Confesercenti, il prossimo mese sarà il turno dell’altra associazione di categoria, la Fepam-Ascom, il cui nuovo listino permetterà ai gestori dei bar di far lievitare il prezzo di un espresso fino a 1,10 euro. Gli aumenti in arrivo non riguarderanno solo i prodotti di caffetteria, ma anche superalcolici, aperitivi e liquori.
“Il rincaro dei prezzi potebbe essere visto come una misura compensativa del mancato abbassamento delle aliquote fiscali”, ha commentato Antonella Silipigni, responsabile per la città di Genova dell’Italia dei Diritti. “La crisi – spiega – continua a mietere vittime tra coloro che hanno un’attività. Fino a qualche anno fa questi erano additati come coloro che evadevano di più le imposte. In realtà, avendo una tassazione così alta, erano costretti a trovare escamotage per sopravvivere. Siamo arrivati al punto in cui per non chiudere si rischia di perdere il cliente. A Genova un aumento di questo genere è sicuramente poco gradito, ma se non si vuole fallire qualcosa si deve fare”.
